Ultras Castelfidardo: ritorneremo sugli spalti

Il tifo organizzato di Castelfidardo è pronto a riprendere il proprio posto sugli spalti. Dopo mesi di amarezza, contestazioni e una forma di protesta clamorosa culminata nel boicottaggio delle partite casalinghe durante l'intero girone di ritorno della passata stagione, gli Ultras Castelfidardo hanno ufficializzato la fine del "digiuno" di tifo.

La spaccatura che aveva caratterizzato i mesi scorsi affondava le radici in un'annata sportiva profondamente deludente, vissuta tra difficoltà e delusioni sul campo che avevano spinto la tifoseria a disertare l'impianto casalingo. Un segnale forte, di netta rottura, volto a manifestare il disagio di una piazza nei confronti della gestione societaria e della frammentazione che per troppo tempo aveva indebolito il calcio locale.

Il punto di svolta, capace di ricucire lo strappo e riportare l'armonia tra la tifoseria e i vertici del club, è rappresentato dalla recente intesa raggiunta a fine giugno. Il progetto prevede finalmente una sinergia strutturata e coordinata tra il GSD Castelfidardo Calcio, la Vigor e la SA Castelfidardo. Un'alleanza invocata a gran voce dalla piazza per anni, concepita per superare le divisioni campanilistiche e dare vita a un unico polo calcistico forte, coeso e rappresentativo dell'intera comunità fidardense.

Nel comunicato, i sostenitori biancoverdi non si limitano tuttavia a celebrare il ritrovato entusiasmo e a invitare l'intera cittadinanza a sottoscrivere l'abbonamento per la nuova stagione, ma lanciano anche uno sguardo lungimirante al futuro istituzionale ed economico della realtà sportiva. Gli Ultras sottolineano infatti come questo accordo non rappresenti un punto d'arrivo definitivo, bensì un trampolino di lancio che per consolidarsi e crescere richiederà necessariamente il supporto attivo e concreto dell'amministrazione comunale.

Restano invece prudenti e attendiste le valutazioni relative alla nuova presidenza. Il tifo organizzato ha scelto la via della trasparenza e della cautela, dichiarando di non potersi ancora esprimere compiutamente sul nuovo massimo dirigente a causa di oggettive complicanze e ritardi comunicativi indipendenti dalla volontà della curva o della società stessa. Un'attesa vigile, dunque, ma accompagnata da un forte spirito costruttivo.