Ultras Benevento: “Basta omertà e silenzi".

Gli Ultras Benevento 1929 hanno diffuso un duro comunicato in seguito al grave episodio ambientale che ha colpito il fiume cittadino, caratterizzato dalla presenza di schiuma bianca, dalla moria di pesci e dai forti miasmi che hanno interessato diversi quartieri.

Pur prendendo atto degli accertamenti avviati da ARPAC, Carabinieri Forestali e Procura, il gruppo organizzato ha puntato l’attenzione sulle presunte carenze nei controlli e nella tutela del territorio, chiedendo di fare piena luce sulle responsabilità.

"Il vostro profitto, la nostra condanna"

Nel messaggio viene ribadita la necessità di individuare eventuali colpevoli, sia tra chi avrebbe causato l’inquinamento sia tra chi aveva il compito di vigilare.

"Il veleno ha un colore: la vostra indifferenza"

Gli ultras hanno inoltre respinto quella che definiscono la narrazione dell’“emergenza” o della “fatalità”, chiedendo invece verità, giustizia e responsabilità. Il comunicato si conclude con un appello a difendere il territorio e con uno slogan destinato a sintetizzare la posizione del gruppo: “Basta veleni. Basta omertà. Basta silenzi.”

Il comunicato completo:

Schiuma bianca che invade il fiume. Una drammatica moria di pesci. Miasmi insopportabili che hanno avvolto interi quartieri della città, costringendo i cittadini a convivere con paura, rabbia e interrogativi, mentre ARPAC, Carabinieri Forestali e Procura hanno avviato gli accertamenti per chiarire l'origine di quanto accaduto. Ma oggi, prima ancora delle risposte tecniche, esiste una domanda che grida nella coscienza di ogni beneventano: DOVE ERANO I CONTROLLI? Per troppo tempo il nostro territorio è stato trattato come se fosse sacrificabile. Troppo spesso il diritto alla salute e alla tutela dell'ambiente è stato relegato in fondo alle priorità, mentre il silenzio diventava complice dell'indifferenza e l'indifferenza apriva la strada al degrado. Se qualcuno ha trasformato la nostra terra in una fonte di profitto senza rispetto per l'ambiente, dovrà risponderne fino in fondo. E se qualcuno aveva il dovere di vigilare, prevenire e intervenire, non potrà nascondersi dietro l'ennesima emergenza o dietro la solita promessa di circostanza. Perché uno Stato, una Regione, una Provincia o un Comune si giudicano soprattutto dalla capacità di proteggere il proprio territorio prima che il danno si manifesti, non dopo. Non chiamatela fatalità. Non chiamatela semplice emergenza. Quando un popolo è costretto ad assistere impotente allo spettacolo di un fiume ferito, dell'aria resa irrespirabile e di un ecosistema che soffre, significa che qualcosa, nel sistema dei controlli e della tutela del territorio, ha smesso di funzionare. Noi non vogliamo slogan di circostanza. Non vogliamo passerelle istituzionali. Non vogliamo conferenze stampa costruite per spegnere l'indignazione. Vogliamo verità. Vogliamo responsabilità. Vogliamo giustizia. Perché questa terra non appartiene a chi la sfrutta, né a chi sceglie di voltarsi dall'altra parte. Appartiene a chi la vive. A chi la ama. A chi ogni giorno lotta per difenderla. Benevento non resterà in silenzio. La dignità di un popolo vale più di qualsiasi interesse economico. BASTA VELENI.BASTA OMERTÀ.BASTA SILENZI.