Trasferte vietate, Cristiano Lucarelli non ci sta.

A poche ore dalla sfida del Picco, Cristiano Lucarelli ha scelto di non parlare soltanto di calcio. Nella conferenza pre-Spezia, il tecnico amaranto ha dedicato un passaggio importante al divieto di trasferta imposto ai tifosi del Livorno, costretti a vivere da lontano una delle partite più attese della stagione.

Una decisione che Lucarelli non ha nascosto di non condividere. Per il tecnico, impedire la trasferta a un’intera tifoseria rappresenta ormai una realtà diventata fin troppo frequente: una soluzione semplice per evitare possibili problemi, ma che finisce per penalizzare indistintamente tutti i tifosi. Una logica che, secondo Lucarelli, rischia di produrre nel tempo un effetto ancora più grave, quello di allontanare la gente dagli stadi.

E il pericolo è concreto: se una trasferta dopo l’altra viene vietata, se una partita dopo l’altra viene tolta la possibilità di esserci, il tifoso può finire per perdere quella voglia e quell’abitudine che rappresentano l’essenza stessa del calcio. Per il Livorno, dunque, quella di Spezia sarà una trasferta senza la sua gente. Un paradosso per una partita che avrebbe meritato il proprio contorno, con il settore ospiti pieno e centinaia di amaranto al seguito della squadra.

Lucarelli, da uomo di calcio e soprattutto da livornese, ha scelto di esporsi. Non soltanto per il Livorno, ma per un principio più generale: il calcio senza tifosi perde una parte fondamentale della propria identità. Oggi al Picco gli amaranto scenderanno in campo. Dalla tribuna ospiti, però, non arriverà il rumore della gente di Livorno. E forse è proprio questo, più del risultato, il dato che lascia maggiormente l’amaro in bocca.