Sorrento, si sbloccano i lavori al Campo Italia.

Tre anni di esilio, centinaia di chilometri percorsi ogni fine settimana e un vuoto identitario che pesa come un macigno su un’intera comunità sportiva. La storia recente del Campo Italia e del Sorrento Calcio assomiglia a un'odissea burocratica che sembrava non avere fine. Eppure, dopo l'ennesimo spavento e uno stop forzato che ha tenuto con il fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori, uno spiraglio di luce sembra finalmente farsi strada nel futuro dello storico impianto costiero.

La scorsa settimana, come riportato dal giornalista Antonino Siniscalchi nella sua rassegna stampa, il cantiere del Campo Italia si era nuovamente fermato a causa di pendenze e adempimenti burocratici non ancora completati. Si è trattato dell'ennesimo fermo improvviso che ha riacceso i fantasmi del passato e i dubbi dei cittadini, ormai stanchi di veder slittare la riapertura della propria "casa". La svolta tanto attesa è arrivata direttamente dalle stanze del Consiglio Comunale. Da quanto riportato da Positanonews il sindaco Corrado Fattorusso ha infatti annunciato che la documentazione mancante è stata ufficialmente completata e depositata, sbloccando di fatto la situazione. Con questo definitivo via libera burocratico, la speranza è che l’impresa possa finalmente riprendere le attività a pieno regime, avviando la fase decisiva dei lavori di riqualificazione.

La situazione del Sorrento Calcio è diventata ormai un caso limite nel panorama del calcio professionistico italiano. A causa dell'inadeguatezza del Campo Italia rispetto ai rigidi criteri strutturali imposti dalla Lega Pro, la squadra rossonera è stata costretta a una faticosa e costosa migrazione forzata fuori regione. Nelle prime due stagioni del campionato di terza serie, il Sorrento ha dovuto disputare le proprie gare interne allo stadio Alfredo Viviani di Potenza, a circa centocinquanta chilometri di distanza dalla costiera. Successivamente, la squadra ha trovato ospitalità sul sintetico del Donato Curcio di Picerno per un'ulteriore annata. Questo nomadismo logistico ed economico, ormai insostenibile a lungo termine, ha privato i calciatori del calore del proprio pubblico e ha costretto i tifosi a sobbarcarsi trasferte anche solo per assistere alle partite “casalinghe”.

L’adeguamento dello stadio non serve solo a garantire la regolare iscrizione del Sorrento ai campionati professionistici, ma punta a restituire alle famiglie e ai giovani un luogo di aggregazione e identità. Emblematico di questa situazione è lo striscione “Il Sorrento a Sorrento”, che da tempo la tifoseria sta esponendo con orgoglio in ogni gara del girone.