Sora, la solidarietà dai rivali di sempre.

La data del dieci luglio resterà impressa come una delle pagine più buie dello sport ciociaro. Alle ore quattordici di questo venerdì è scaduto ufficialmente il termine ultimo fissato dalla Lega Nazionale Dilettanti per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D, e la domanda del Sora Calcio non è mai arrivata. Si chiude nel peggiore dei modi una trattativa estenuante e un rimpallo di responsabilità tra la proprietà guidata dal presidente Angelo Tinto e l’amministrazione comunale, culminato nella dolorosa cancellazione di ben centodiciannove anni di storia calcistica. 

Per la piazza bianconera si tratta di una ferita profonda e purtroppo non nuova, essendo la terza volta che il club scompare in appena ventuno anni, dopo i precedenti fallimenti del duemilacinque e del duemilaquindici. Il dramma sportivo si è consumato dopo settimane di pura agonia, caratterizzate da contestazione della piazza, cortei per le vie cittadine ed esposti in Figc, nel disperato tentativo di salvare il titolo sportivo della città ed evitarne il trasferimento altrove. Un epilogo inaccettabile che priva la città di una categoria conquistata sul campo e lascia una tifoseria viscerale senza la propria squadra.

In questo scenario di totale sconforto, il mondo ultras ha però regalato un risvolto che va oltre e dimostra come i valori della mentalità e del rispetto superino i confini della rivalità. Di fronte alla scomparsa del calcio sorano, diversi messaggi di solidarietà sono arrivati all’indirizzo della Sora Ultras, in particolare da piazze con cui storicamente non è mai corso buon sangue. I primi attestati di vicinanza e rispetto sono giunti dalle Marche, dai Ragazzi della Nord ‘82 di Senigallia, ma a colpire sono stati i messaggi partiti dai rivali di sempre.

Piazze come Latina, Ceccano, Formia e Terracina hanno voluto manifestare la propria solidarietà ai tifosi bianconeri. In un calcio moderno sempre più privo di radici territoriali e gestito da figure che spesso calpestano la passione popolare, gli ultras di queste città hanno voluto riconoscere la dignità e il valore di una tifoseria che ha lottato fino all'ultimo secondo per difendere la propria identità.