Progetto Stadio Luigi Ferraris: il punto della situazione.
Il futuro dello stadio Luigi Ferraris entra nel vivo, ma attorno al progetto di restyling non mancano le perplessità e le prese di posizione da parte del mondo blucerchiato. Nelle scorse settimane, una delegazione dell’Associazione Difesa Sampdoriana e della Federclubs (Federazione Clubs Blucerchiati) hanno preso parte a un tavolo di confronto dedicato alla riqualificazione e all'ammodernamento dello storico impianto cittadino.
L'incontro rappresenta la naturale prosecuzione del convegno pubblico organizzato dall'Associazione Difesa Sampdoriana a Palazzo Ducale lo scorso 17 aprile (dal titolo "Il calcio italiano, i suoi stadi, i suoi tifosi: le sfide del futuro"). Al tavolo erano presenti, in qualità di soggetti coinvolti nel progetto, il Comune di Genova, l’U.C. Sampdoria (compreso il Supporter Liaison Officer), la Luigi Ferraris S.r.l. (società gestrice dell'impianto) e l’architetto Hembert Peñaranda, progettista incaricato dell'opera.
Nonostante l'importanza del confronto, le due sigle blucerchiate non hanno nascosto il proprio forte rammarico per essere state interpellate soltanto in una fase ormai avanzata dell'iter decisionale. Secondo la nota congiunta diffusa dai tifosi, sarebbe stato naturale ed opportuno coinvolgere fin dalle battute iniziali le associazioni che rappresentano e tutelano la tifoseria sampdoriana, consentendo loro di contribuire attivamente con idee e proposte, nel pieno rispetto dello stile partecipativo che da sempre contraddistingue la comunità blucerchiata.
Nonostante la partecipazione tardiva, la delegazione ha avanzato numerosi spunti operativi affinché il "Ferraris", pur evolvendosi sotto il profilo funzionale e strutturale, non perda quell’identità e quell’unicità che lo rendono prima di tutto "la casa dei sampdoriani". I punti fermi e non negoziabili portati all'attenzione dei progettisti e delle istituzioni riguardano:
- Centralità del tifoso e prezzi accessibili: Garanzia di tariffe contenute nei settori popolari, garantendo accessibilità e tutela anche per la tifoseria ospite.
- Tutela della memoria e degli spazi associativi: Salvaguardia dei locali della Federclubs, tutela degli spazi espositivi esterni e conservazione assoluta dei murales della Gradinata Sud, definiti un autentico patrimonio storico e identitario della tifoseria.
- Safe Standing Area e capienza: A fronte di una prevista riduzione della capienza totale di circa il 10%, i tifosi hanno proposto di valutare l'introduzione sperimentale della Safe Standing Area (posti in piedi in sicurezza), sul modello di molte realtà europee, per recuperare capienza senza compromettere la sicurezza. È stata richiesta inoltre un'attenta riflessione sulla collocazione del settore ospiti.
Sulla presenza di attività commerciali all'interno dell'impianto, ritenute dai tecnici fondamentali per la vitalità economica del quartiere, le associazioni hanno espresso una posizione chiarissima e un no categorico a stravolgimenti d'uso:
"Il nostro stadio non dovrà mai trasformarsi in un centro commerciale. Non appartiene alla nostra storia, non appartiene alla nostra cultura e non apparterrà mai al nostro modo di vivere la Sampdoria".
L'incontro si è concluso con un messaggio univoco: il tavolo di lavoro deve rimanere aperto e il dialogo deve trasformarsi in un processo continuo e strutturato. Richiamando modelli virtuosi già realizzati in Italia e all'estero (come le esperienze di Vienna e Cagliari), Associazione Difesa Sampdoriana e Federclubs ribadiscono che solo la collaborazione reale tra progettisti, club e tifosi può coniugare innovazione e identità. Spetta ora alle istituzioni e ai soggetti coinvolti dimostrare nei fatti la volontà di tutelare il patrimonio più prezioso della Sampdoria: i suoi tifosi.
