Napoli, il comunicato del tifo organizzato contro ADL.

Non accenna a placarsi la bufera attorno al presidente De Laurentiis e ai suoi complicati rapporti con la tifoseria organizzata. Con una nota ufficiale diffusa in queste ore, il movimento ultras partenopeo è uscito allo scoperto con un durissimo attacco diretto al patron azzurro, replicando a quelle che definisce le solite esternazioni prive di fondamento e provando a fare chiarezza sulle dinamiche degli ultimi mesi.

La prima spaccatura netta riguarda la gestione delle recenti celebrazioni estive. Il tifo organizzato ha smentito categoricamente qualsiasi tipo di intesa con il club, precisando che non c'è stato alcun contatto ufficiale per gli eventi promossi dalla società. Al contrario, la curva accusa la dirigenza di aver tentato di far desistere ospiti e calciatori che avevano già confermato la propria presenza alla festa indipendente organizzata dai tifosi lo scorso 31 luglio. Un atteggiamento che ha aperto un solco profondo, proseguito poi durante il ritiro di Castel di Sangro, dove la presidenza avrebbe manifestato il proprio disappunto per la presenza dei gruppi organizzati.

Il punto di rottura più critico riguarda però il regolamento d'uso dello stadio Diego Armando Maradona. Come denunciato dai supporter, il presidente De Laurentiis avrebbe chiesto e valutato l'inserimento di una clausola orientata al divieto totale degli striscioni sugli spalti. Un tentativo, secondo la curva, di sacrificare l'identità e l'anima del tifo in favore degli spazi commerciali e degli sponsor, con il disegno malcelato di emarginare ed eliminare progressivamente la presenza stessa dei gruppi.

Il comunicato si chiude con un richiamo dal forte valore identitario: se De Laurentiis resta il legittimo proprietario del club dal punto di vista aziendale, la città di Napoli e la sua squadra appartengono e apparterranno sempre alla sua gente.