Napoli, De Laurentiis vuole via gli striscioni per gli sponsor.
De Laurentis vorrebbe "sfrattare" la storia delle curve per fare spazio agli sponsor. Ci hanno provato in tutti i modi a snaturare l’essere Ultras. Prima con le tessere del tifoso, poi con i biglietti nominali, i tornelli, la repressione cieca e i decreti sicurezza. Ma quello che sta accadendo nelle ultime ore a Napoli supera ogni limite di decenza e rappresenta un attacco frontale, viscerale, all'anima stessa del tifo partenopeo.
Le notizie uscite sui quotidiani parlano chiaro e svelano l'ennesima mossa di una presidenza che vede lo stadio Diego Armando Maradona non come un tempio di passione, ma come un mero studio cinematografico o un centro commerciale da svendere al miglior offerente. Aurelio De Laurentis ha avanzato una richiesta formale alle autorità: vietare l'esposizione degli striscioni dei gruppi organizzati in tutti i settori dello stadio durante le partite casalinghe.
E qual è il vero motivo dietro questa follia aziendalista? l’ennesima manovra di cassa: riservare gli spazi storicamente occupati dagli striscioni delle rispettive curve agli sponsor e ai marchi commerciali. Volevano cancellare i nomi dei gruppi, l’identità e i vessilli per appiccicarci sopra i loghi di multinazionali e marchi patinati. Fortunatamente, di fronte a una pretesa così assurda e provocatoria, persino la Questura e le autorità di pubblica sicurezza hanno dovuto dire NO.
Nell'ultimo vertice è stata respinta la richiesta del club, riconoscendo che un simile divieto avrebbe provocato inevitabili tensioni e problemi di ordine pubblico. Quando persino chi deve garantire la sicurezza capisce che stavi tirando troppo la corda, significa che hai perso totalmente il contatto con la realtà.
Gli striscioni dei gruppi non sono semplici pezzi di stoffa o PVC. Quelli striscioni rappresentano decenni di trasferte al freddo e al gelo, notti insonni, sacrifici economici, amicizia, memoria di chi non c'è più e amore incondizionato per la maglia azzurra. Ogni pezza che pende dalle balaustre delle Curve ha una storia, un sangue e un sudore che nessun milione di euro di sponsorizzazione potrà mai e poi mai comprare.