L'attacco degli Sconvolts87 contro il calcio moderno.
Un durissimo atto d’accusa diffuso a poche ore dal fischio d’inizio di Cagliari-Inter del 30 agosto 2026. Nei pressi dello stadio è stato diffuso un volantino firmato dagli Sconvolts87, lo storico gruppo guida del tifo organizzato rossoblù. Intitolato «...CONTRO IL VOSTRO CALCIO MODERNO!», il messaggio traccia una linea netta e intransigente tra chi vive lo stadio come «identità e appartenenza» e chi lo starebbe trasformando in un semplice prodotto commerciale.
In un avvio di stagione segnato dal malcontento, gli ultras cagliaritani non risparmiano nessuno, attaccando sia la vertice societario sia la squadra:
«Ad inizio campionato ci troviamo di fronte all'ennesima situazione imbarazzante. Da una parte un Presidente incompetente e inadeguato, dall'altra giocatori che pensano solo ai propri interessi economici invece che al bene del Cagliari. NOI NON CI SCHIERIAMO CON NESSUNO DI LORO. Il nostro unico ruolo è sostenere il Cagliari per la maglia, per la città e per la sua storia!»
Il nodo centrale dell'accusa poi riguarda la politica dei prezzi e l'accesso al settore caldo del tifo. La campagna abbonamenti viene definita dagli Sconvolts un'operazione "studiata al solo scopo di fare cassa", ostacolando la libera vendita dei biglietti per chi vive la curva sette giorni su sette.
Gli ultras contestano duramente chi acquista il tagliando in Curva Nord solo per ragioni economiche, senza contribuire al sostegno alla squadra:
«Si dà perfino la possibilità di spostarsi da altri settori a persone che non hanno nulla a che fare con la Curva Nord: gente che viene in Nord solo per risparmiare e non per tifare. Questi approfittatori starebbero molto meglio altrove! CHI SCEGLIE LA CURVA DEVE ESSERE PARTECIPE AL TIFO. Per la società la Curva è un prodotto da svendere, PER NOI È IDENTITÀ E APPARTENENZA!»
Oltre all'aspetto economico, il messaggio denuncia una crescente stretta repressiva: vengono citati divieti di trasferta (come quello relativo a Parma) e provvedimenti di diffida scattati anche per semplici striscioni, interpretati dagli organi di sicurezza come "incitazione al disordine".
In conclusione, i cagliaritani un appello alla partecipazione attiva per chi difende la "mentalità" portata avanti da quattro generazioni di ultras, invitando la tifoseria a rifiutare il ruolo di spettatore passivo da schermo e a ricompattarsi nei luoghi di ritrovo storici, dalla sede al ponte della Curva Nord.
