La Curva Volpi: "Liberate il Chieti".
La retrocessione ufficiale del Chieti F.C. 1922 nel campionato regionale di Eccellenza è ora una dolorosa realtà. Il verdetto definitivo è arrivato dal Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal club neroverde contro gli 11 punti di penalizzazione inflitti per il mancato pagamento degli stipendi ai tesserati.
La sentenza ha inevitabilmente squarciato il velo di apparente tregua in città, scatenando la durissima reazione della tifoseria organizzata. Con un comunicato senza sconti diffuso nelle scorse ore, la Curva Volpi ha espresso tutta la propria rabbia, tracciando una linea netta tra chi ama i colori neroverdi e chi, secondo la tifoseria, ha provocato questo baratro sportivo.
Nel mirino dei tifosi finiscono direttamente i vertici societari uscenti. Il comunicato non usa giri di parole e fa nomi e cognomi dei ritenuti responsabili del disastro:
- Il "presidente" Gianni Di Labio;
- Il "vice presidente" Scurci;
- L'ex patron Altair D’Arcangelo.
La Curva Volpi accusa pesantemente la dirigenza di aver "pugnalato alle spalle come i peggiori vili" la comunità teatina, vivendo al suo interno ma senza mostrare il coraggio di chiedere scusa per una retrocessione che infanga oltre cento anni di storia calcistica. L'invito rivolto a queste figure è perentorio: sparire immediatamente.
La dura presa di posizione dei tifosi arriva in un momento estremamente delicato sul fronte societario. Proprio in queste ore è previsto l'arrivo a Chieti dell'imprenditore Alessandro Nuccilli, atteso per una conferenza stampa di presentazione.
La Curva Volpi si rivolge in modo preventivo a quelli che definisce:
"Nuovi avventurieri pronti a fare i propri sporchi comodi con conferenze stampa blindate".
Il messaggio è chiaro: non venire a Chieti. La tifoseria dichiara che non tollererà alcuna continuità con il passato:
"A maggior ragione se hanno intenzione di riproporre ancora Di Labio e i suoi amichetti nell'organigramma societario, compreso il settore giovanile. Basta speculare sui sogni dei bambini e sui sacrifici delle loro famiglie."
Per i sostenitori neroverdi il limite è stato ampiamente superato e la pazienza è esaurita. Per garantire una ripartenza trasparente e restituire dignità alla piazza, la Curva Volpi indica l'unica strada ritenuta percorribile: la riconsegna immediata del titolo sportivo nelle mani del Sindaco.
La piazza chiede a gran voce dignità, rispetto e, soprattutto, un taglio netto con una gestione che ha trasformato la realtà teatina in un cumulo di macerie. Il messaggio lanciato è solo uno: "LIBERATE IL CHIETI".

