La Curva Sud Catello Mari: ci trasferiremo nei distinti.

Spaccatura e forte presa di posizione della Curva Sud Catello Mari. Con un duro comunicato ufficiale diffuso nei canali ufficiali, i gruppi ultras della Curva Sud Catello Mari hanno annunciato che per la prossima stagione non sottoscriveranno l'abbonamento in Curva Sud, nei famosi "Nove Scalini" trasferendosi in massa nel settore Distinti.

Una decisione drastica, maturata al culmine di un lungo periodo di insofferenza verso le condizioni strutturali e gestionali dello stadio "Simonetta Lamberti", ma che i supporters metelliani ci tengono a precisare non essere una contestazione rivolta alla squadra:

"Questa scelta non nasce contro la Cavese, che continueremo a sostenere e difendere sempre, ma è il frutto della stanchezza e dell'esasperazione verso anni di promesse disattese, di degrado e di continui ricatti".

Nel comunicato, la Curva Sud ripercorre lo sforzo profuso negli ultimi anni per promuovere la cultura dell'abbonamento tra i sostenitori blufoncé, aumentando la fidelizzazione in una piazza storicamente abituata al biglietto della singola gara. Tuttavia, a fronte di questo impegno, i tifosi denunciano di essere trattati "come un settore di serie B".

Nello specifico, le criticità sollevate riguardano diversi aspetti strutturali e normativi:

  • Le reti di recinzione: Viene contestata la mancata rimozione delle barriere metalliche, la cui eliminazione è fortemente raccomandata e auspicata dalle normative vigenti per rendere gli stadi più moderni e vivibili.
  • Capienza ridotta e degrado strutturale: La capienza della Curva continua a subire limitazioni a causa di problemi strutturali mai risolti. Inoltre, la tifoseria denuncia infiltrazioni d'acqua che, ad ogni precipitazione, mettono a rischio l'incolumità dei presenti, visto un settore frequentato anche da giovanissimi, bambini compresi.
  • Servizi igienici inadeguati: Viene sottolineata la carenza e la fatiscenza dei bagni, definiti "indegni e privi di spazi adeguati per donne e disabili".
  • Gestione dell'ordine pubblico: Nel comunicato si parla espressamente di "criticità di ordine pubblico inventate e alimentate anche dove non esistono" da parte di chi costruisce la propria carriera sulla pelle degli appassionati.

La posizione del tifo organizzato metelliano appare ferma e non trattabile: il ritorno nel settore storico avverrà solo ed esclusivamente quando le reti verranno rimosse e verranno garantiti standard di dignità e sicurezza adeguati.

Il comunicato si conclude con un appello perentorio rivolto alle istituzioni comunali, all'amministrazione e alle autorità competenti:

"La nostra è una battaglia di dignità, di rispetto e di coscienza, davanti alla quale istituzioni, amministrazione e chiunque abbia responsabilità non possono più restare indifferenti. La misura è colma."

La palla passa ora alle autorità cittadine e ai gestori dell'impianto, chiamati a dare risposte concrete a una tifoseria che chiede interventi non più rinviabili sullo stadio cittadino.