La Curva Nord Terni rompe il silenzio.
Sulle grate esterne dello stadio “Libero Liberati”, dove il cemento e l'acciaio trasudano decenni di storia e passione popolare, è comparso nelle ultime ore un messaggio chiaro. La Curva Nord di Terni ha interrotto un silenzio che si protraeva da settimane, affidando a uno striscione la propria presa di posizione in un momento storico tra i più complessi e delicati della storia del club:
«Quello stemma e quel nome sono degli ultras, dei tifosi e della città. Di nessun giocatore, nessun presidente e nessuna società!»
Per comprendere appieno la portata della protesta, occorre ripercorrere un'estate turbolenta. La piazza rossoverde ha dovuto assistere prima al naufragio economico della vecchia società, culminato nel fallimento, e successivamente a un'articolata operazione di ripartenza passata attraverso l'intesa Orvietana-Futsal Ternana. Una serie di passaggi burocratici e strutturali che avevano lasciato i tifosi in un limbo fatto di disorientamento e vigile attesa. A riaccendere gli animi, tuttavia, è stato l'ultimo capitolo della vicenda: l'acquisizione dello storico marchio da parte di Stefano Bandecchi, ex presidente della Ternana e attuale sindaco della città.
Il pretesto che ha spinto la Curva Nord a rompere gli indugi è legato a una delle ultime apparizioni video del primo cittadino. Nel commentare alcune indiscrezioni di calciomercato (con riferimenti a figure simbolo del recente passato come Pettinari e Falletti), Bandecchi ha esordito con una frase destinata a far discutere:
«La Ternana sono io».
Una dichiarazione d'accentramento che ha urtato la sensibilità della tifoseria: dirigenti, calciatori e cordate societarie sono attori di passaggio, laddove l'identità, i colori e il nome della squadra costituiscono un patrimonio collettivo inalienabile.
Lo striscione affisso al Liberati traccia un confine netto. Il messaggio degli ultras rossoverdi rifiuta la logica del proprietarismo assoluto e la "personalizzazione" della fede calcistica: la Ternana non è una proprietà privata né una moneta di scambio politica, ma un bene comune che appartiene alla comunità che la sostiene. Con questo intervento, la Curva Nord riafferma la propria centralità e invia un monito chiaro a chiunque pretenda di identificare l'intera storia di una piazza con la propria figura.
CREDITI FOTO: calcioternano.it
