“Il Francioni è della città”: la Nord chiama la piazza.
In un’epoca in cui il calcio moderno tenta costantemente di snaturare la funzione sociale dello sport riducendola a pura logica di profitto, la piazza di Latina torna a farsi sentire con fermezza.
Al centro dello scontro tra il tifo organizzato e l'Amministrazione comunale c'è la complessa vicenda legata alla gestione degli impianti cittadini, in particolare dello stadio "Domenico Francioni" e del campo "Bondioli".
Di fronte alla disponibilità manifestata dal Comune per un incontro a porte chiuse limitato a una delegazione di appena 5 o 6 persone, i sostenitori nerazzurri hanno risposto con un netto e inequivocabile rifiuto. Per chi vive la Curva, i beni pubblici non sono materia da trattare nelle segrete stanze del palazzo: le decisioni che riguardano le strutture della città devono essere discusse ed esposte alla luce del sole, davanti a tutti i cittadini.
Nel comunicato diffuso dalla tifoseria pontina emerge una linea chiara e rigorosa: gli ultras non si schierano a difesa aprioristica di una proprietà aziendale né chiedono favoritismi o scorciatoie. La richiesta fondamentale è che la principale società calcistica cittadina venga messa in condizione di gestire lo stadio attraverso regole serie, trasparenti, equilibrate e soprattutto sostenibili.
Pagare il giusto, sottolineano i tifosi, non significa trasformare un patrimonio pubblico in una mera fonte di incasso per le casse comunali. Lo stadio rappresenta un presidio sociale, sportivo e identitario che necessita di politica sportiva vera, in grado di tutelare il bene collettivo e permettere investimenti seri a chi intende fare sport.
“Le proprietà passano. Le amministrazioni passano. La maglia, la curva e Latina restano.”
La mobilitazione si trasforma così in una chiamata a raccolta aperta non soltanto al tifo organizzato e agli sportivi, ma all'intera cittadinanza, alla stampa e alle forze politiche di maggioranza e opposizione.
L'invito viene esteso direttamente al Sindaco, alla Giunta e all'Assessore allo Sport, ai quali si chiede di scendere in piazza e assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie scelte.
L'appuntamento è fissato per martedì 25 agosto alle ore 18:00 in Piazza del Popolo. Un presidio che gli ultras annunciano pacifico ma intransigente sui principi: riaffermare che lo sport è di tutti e che sulla trasparenza non si fanno trattative né accordi riservati.
