Il Bitonto torna a casa: l'appello degli Ultras.

L'attesa è finalmente finita. Dopo un triennio vissuto lontano dalle mura amiche, costretti a peregrinare su campi neutri e ad affrontare sacrifici logistici ed economici non indifferenti, il Bitonto si prepara a riabbracciare il proprio stadio. Una notizia che ha scaldato il cuore dei tifosi e che ha trovato la sua voce più ferma nel comunicato diramato nelle scorse ore dagli Ultras Nucleo Compatto Bitonto 2013.

Un esilio forzato, quello vissuto dal club e dai suoi sostenitori, dovuto ai lunghi e complessi lavori di riqualificazione dello stadio "Città degli Ulivi". Il cantiere, aperto nel febbraio del 2023, ha subito nel corso dei mesi diversi rallentamenti legati a questioni burocratiche e varianti progettuali, impedendo alla squadra di giocare tra le mura amiche e costringendola a disputare le partite casalinghe in strutture alternative, spesso a porte chiuse a causa dell'inidoneità degli impianti ospitanti. Un periodo di transizione difficile, che ha messo a dura prova la pazienza della piazza, ma che ora è finalmente giunto al termine con l'adeguamento della struttura alle norme di sicurezza vigenti. 

Il gruppo ultras, ha voluto celebrare questo ritorno con parole cariche di orgoglio e determinazione, trasformando la gioia di un ritorno in un vero e proprio appello alla cittadinanza.

Il tono del messaggio è inequivocabile: terminato il tempo delle difficoltà, inizia quello della responsabilità collettiva. Gli ultras richiamano a un dovere morale chiunque si senta parte della comunità bitontina. “Adesso non ci sono più scuse”, si legge nella nota, che invita i sostenitori a non limitarsi a seguire le sorti della squadra, ma a diventare parte integrante di questo nuovo capitolo.

Non si chiede solo supporto, ma identità: 

“È il momento di riempire gli spalti, di far sentire la nostra voce, di colorare il nostro stadio di neroverde e dimostrare cosa significa essere bitontini”.

Il messaggio pone l'accento sull'importanza strategica della campagna abbonamenti. Per gli ultras, l’abbonamento non deve essere considerato un mero titolo d'accesso, bensì un "atto d'amore".

In un panorama calcistico dove il distacco tra tifosi e club è sempre più ampio, il Nucleo Compatto rivendica invece la centralità del legame viscerale tra la città e la sua squadra. Sottoscrivere l'abbonamento diventa, in quest'ottica, un segnale tangibile di presenza: un modo per dire, senza equivoci, "Io ci sono, oggi più che mai".

“Ora è il tempo di tornare a vivere le emozioni del calcio nella nostra città, nella nostra casa, insieme”.