Giulianova-Pescara, si gioca a porte chiuse.

Un’amichevole estiva che avrebbe dovuto rappresentare un momento di festa e di preparazione atletica in vista della nuova stagione sul campo, si trasforma invece nell'ennesima fotografia di un clima teso sul fronte dell'ordine pubblico e della gestione del tifo. Il confronto tra Giulianova e Pescara non vedrà la presenza del pubblico sulle tribune dello stadio "Rubens Fadini".

La decisione delle autorità e delle forze dell'ordine è arrivata perentoria: match blindato, porte chiuse e anticipo dell'orario rispetto al programma originale. La sfida, inizialmente prevista in notturna, è stata spostata al tardo pomeriggio per essere disputata interamente sotto la luce del sole.

Alla base del divieto di trasferta per la tifoseria biancazzurra (e della consequenziale chiusura totale dei cancelli dello stadio) a causa di più fattori. Da un lato pesa il rigido e prolungato stop ai tifosi del Pescara imposto dal Ministero dell'Interno a seguito degli stravolgimenti di ordine pubblico verificatisi al termine dello scorso campionato. Una stangata che vieta qualsiasi seguito in trasferta per i sostenitori residenti in Abruzzo fino a Febbraio 2027.

Dall'altro lato, a rendere incandescente l'atmosfera attorno all'ambiente pescarese c'è la forte e continua contestazione da parte della curva nei confronti della dirigenza e del presidente Daniele Sebastiani. Le autorità hanno individuato nella partita di Giulianova un potenziale punto di ritrovo per proteste o possibili incroci con altre tifoserie.

L'estate, da sempre, rappresenta la fase in cui il pallone dovrebbe riavvicinarsi alla sua dimensione più genuina e popolare: partite informali, clima di festa, famiglie sugli spalti e l'entusiasmo della preparazione estiva prima dei punti pesanti del campionato. Quando l'allerta ordine pubblico arriva a svuotare del tutto gli spalti persino per un test match privo di posta in palio, si certifica una sconfitta per tutti.