Curva Nord Terni: "Sostegno a maglia e simbolo".
I gradoni dello stadio “Liberati” non perderanno la loro voce. È questo il messaggio centrale scaturito dall'assemblea pubblica promossa dalla Curva Nord, andata in scena ieri, martedì 4 agosto nel piazzale antistante la tribuna A. L’incontro, preannunciato nei giorni scorsi chiamava a raccolta la tifoseria per fare il punto sul futuro dei colori rossoverdi, ha tracciato una linea chiara tra la fede sportiva e il giudizio sulle figure societarie e politiche che ruotano attorno al club.
È stato chiarito il perché del lungo silenzio seguito alle prese di posizione di metà maggio. Nessun disinteresse, hanno spiegato gli ultras, ma un lavoro continuo lontano dai riflettori, fatto di riunioni fitte per analizzare l'evoluzione di un quadro societario complesso. Sul tavolo resta il peso del fallimento del vecchio club e le responsabilità di chi lo ha determinato. Per la Nord, la ripartenza "dalle ceneri" avrebbe dovuto segnare una discontinuità netta che, nei fatti e negli uomini chiamati a gestire la nuova fase, non si è vista. Da qui la scelta di prendere le distanze dal nuovo progetto d'impresa.
Ampio spazio è stato dedicato al rapporto, mai decollato e anzi sempre più teso, con il sindaco ed ex patron. Su questo punto la Curva Nord ha voluto ribadire con forza la propria natura totalmente apolitica. Le ragioni della contestazione e della frattura con il primo cittadino, hanno sottolineato i rappresentanti del tifo, non affondano quindi le radici nella politica, bensì su un piano squisitamente "morale". Il riferimento è a una serie di episodi e dichiarazioni accumulatisi nel corso del tempo, fino agli avvenimenti più recenti che hanno esasperato gli animi, rendendo insanabile la spaccatura.
Il momento cruciale della riunione ha riguardato il futuro della presenza dei gruppi allo stadio... Niente diserzione: la Curva Nord ha annunciato che continuerà a occupare il proprio settore per spingere la squadra. Hanno spiegato di come l'amore per la maglia, i colori e il simbolo iconico della Fera vengano prima di tutto e prescinde da chiunque sieda al comando della società.
«I presidenti passano, il marchio resta. Appartiene alla città, ai tifosi e agli ultras, non al proprietario di turno».
L'obiettivo riassunto dai cori intonati a fine assemblea è uno solo: tornare a spingere a pieni polmoni la Ternana in campo, difendendo un patrimonio che la tifoseria sente unicamente suo.