Curva Nord Lazio: "Era finita male è iniziata peggio".
Non c’è pace in casa Lazio. All’indomani della dolorosa ed ennesima battuta d'arresto stagionale, l'inaspettata eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Mantova, i gruppi organizzati della tifoseria biancoceleste hanno diffuso un comunicato che traccia una linea d'ombra senza appello sul momento della squadra e sulla gestione societaria.
La nota dei tifosi si apre ricordando l'inizio di una stagione partita nel peggiore dei modi: la pesante eliminazione da un trofeo storicamente molto caro all'ambiente laziale ha riacceso la miccia ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per l'ennesima volta. La curva conferma di voler proseguire la linea intrapresa già con la mobilitazione del 5 giugno e la manifestazione di piazza del 2 luglio, che portò oltre trentamila biancocelesti a sfilare per le strade della capitale. Per i gruppi organizzati l'obiettivo prioritario resta il cambiamento ai vertici, denunciando una presunta gestione autoritaria della società e ribadendo come l'unico traguardo accettabile sia la fine dell'attuale era dirigenziale. Nessuna campagna acquisti, né l'ipotesi di nuovi progetti per lo stadio — con la secca bocciatura del piano di ristrutturazione a due anelli per la Curva Nord — bastano a scalfire una posizione ormai irreversibile.
La contestazione della piazza tocca anche il piano organizzativo e dirigenziale interno, tornando a chiedere a gran voce l'allontanamento di figure sgradite all'ambiente biancoceleste, come il dirigente Floridi. Sulla panchina, invece, la tifoseria riserva un messaggio chiaro a mister Gennaro Gattuso: benvenuto e massimo supporto al suo lavoro, ma con la consapevolezza che non ci saranno sconti né tregue. La linea per la rosa è d'acciaio: dopo il disastro contro il Mantova sono finiti i bonus e gli alibi, e chiunque non dimostrerà attaccamento alla maglia dovrà lasciare la squadra.
Il comunicato si chiude con un avviso che promette di alzare ulteriormente la tensione in vista dei prossimi impegni di campionato e trasferte. Gli ultras annunciano una presenza costante e vigile su tutta la città di Roma, promettendo di rievocare il clima delle storiche contestazioni degli anni '90. I tifosi mettono inoltre in guardia da possibili provocazioni dirette a provocare il blocco dei viaggi dei sostenitori (facendo riferimento a quanto accaduto a Bologna), assicurando che, anche di fronte all'eventuale chiusura dei settori ospiti, l'onda biancoceleste si muoverà comunque sotto forma di "gite culturali" nelle città di trasferta della squadra, rivendicando la piena libertà di circolazione. La spaccatura tra il tifo organizzato e la proprietà appare così sempre più profonda e insanabile.

