Cremonese-Samp a Bolzano: obbiettivo stadio vuoto.
Far giocare una partita a 200km di distanza dallo stadio di casa è un insulto per tutti i tifosi grigiorossi e sampdoriani. Ha del surreale la notizia che potrebbe essere arrivata oggi. Infatti, vista l'inagibilità dello Zini e dopo che è stato scartato lo stadio di Chiavari, sotto consiglio della Prefettura locale che aveva segnalato dei possibili disagi per l'ordine pubblico, la scelta dell'impianto nel quale disputare la partita sarebbe ricaduta su Bolzano.
Analizzando tutta la situazione sembra proprio che non ci sia nulla ad avere senso in questa vicenda. Anche la scelta di Chiavari sarebbe stata ridicola, in quanto avrebbe costretto i tifosi della Cremonese a giocare una partita ufficiale "in casa" a 30 minuti di autostrada da Genova, e a scriverlo è un sampdoriano. Con tutti gli stadi nella bassa lombarda, non si poteva trovare una soluzione più coerente per tutti? O quantomeno, se si sposta una gara a così tanti km dalla città nella quale si dovrebbe giocare, come mai non scrivere ufficialmente che la gara si gioca in campo neutro? Tutto questo ha sempre la solita risposta: vietare è più facile che gestire.
Perché secondo coloro che sono addetti a prendere tali decisioni Cremonese-Sampdoria non si può giocare in un posto vicino a Cremona per lo stesso motivo per il quale non si può giocare a Chiavari: ordine pubblico. Ordine pubblico che però deve essere lo stato a garantire, ma in un paese nel quale è ormai rodata la tessera del tifoso non si può pretendere un certo livello di comprensione della figura del tifoso da parte delle istituzioni.
Sempre per garantire il fantomatico ordine pubblico resta evidente anche come la Lega sia terrorizzata dal fare l'inversione di campo perché il giorno prima a Genova si giocherebbe Genoa-Ascoli, come se poi non fosse mai successo che Genoa e Sampdoria giocassero al Ferraris nello stesso weekend. Vista tutta la situazione prepariamoci a vedere tutte le partite a porte chiuse, perché continuando così prima o poi arriverà qualcuno a dire "andare allo stadio è troppo pericoloso, vietiamolo".