Cavese: 21 trasferte vietate consecutivamente.
La nuova stagione sportiva della Cavese si apre esattamente nel modo peggiore, ricalcando fedelmente il copione amaro della passata stagione: con i cancelli dei settori ospiti sbarrati e la libertà di tifo calpestata.
In occasione della prima uscita ufficiale in Coppa Italia Serie C contro il Campobasso, è arrivato l’ennesimo stop per i residenti in provincia di Salerno. Una decisione che porta a quota 21 il numero record di trasferte vietate consecutivamente per i sostenitori blufoncé.
Che si tratti di una gara da dentro o fuori in Coppa Italia o di una delicata sfida di campionato, lo spartito delle autorità non cambia mai: vietare anziché gestire. Un provvedimento che, applicato con una tale frequenza e continuità, smette di essere una misura eccezionale legata a reali e contingenti motivi di ordine pubblico per trasformarsi in una punizione preventiva e collettiva. A pagare il prezzo più alto è un’intera comunità, colpevole unicamente di voler viaggiare per sostenere i propri colori.
Impedire a centinaia di appassionati di vivere la propria passione trasferta dopo trasferta non risolve le criticità, ma impoverisce lo spettacolo del calcio e allontana la gente genuina dagli stadi. La misura è colma. Il calcio merita organizzazione, non scorciatoie burocratiche che calpestano la passione.