Brigata Piave: "Uniti per i nostri colori".
Di fronte al susseguirsi di voci, indiscrezioni e dubbi riguardanti la posizione del gruppo sul controverso e dibattuto tema della fusione, il gruppo organizzato Brigata Piave ha deciso di intervenire pubblicamente con una nota ufficiale per chiarire in modo definitivo il proprio pensiero.
La Brigata Piave ribadisce con forza di essere nata "DA" e "PER" coloro che credono fermamente nell’unione della Provincia e della sua gente. Un messaggio chiaro, volto a superare le rivalità storiche e i frazionamenti che per decenni hanno caratterizzato la vita sportiva della zona. Secondo il gruppo, infatti, sono proprio tali logiche di campanile ad aver "limitato la crescita sociale e sportiva" dell'intero territorio.
Il comunicato sottolinea il carattere trasversale e provinciale della tifoseria, capace di aggregare sostenitori provenienti dalle diverse aree della provincia: dalla Valbelluna al Feltrino, dall’Alpago all’Agordino, fino al Cadore e oltre. Un’adesione collettiva riunita "sotto gli stessi colori e la stessa fede, come mai si era visto prima".
Uno dei punti chiave riguarda l'uso del nome "Belluno", presente in diversi cori e materiale del gruppo, che secondo alcune interpretazioni avrebbe potuto richiamare la sola città capoluogo. La Brigata Piave ha tenuto a precisare che la parola è da intendersi nell'accezione più ampia e inclusiva: rappresenta con orgoglio e identità l'intera Provincia, e non vuole in alcun modo rialimentare vecchie contrapposizioni o rivendicazioni di parte.
