Ascoli e Lazio con un'unica voce:"Fino alla fine!".
Una giornata d'altri tempi, di quelle che riconciliano il calcio moderno con la sua anima più autentica, passionale e popolare. Le Marche si sono tinte di bianconero e biancoceleste per un abbraccio collettivo che affonda le radici in decenni di amicizia, rispetto reciproco e lealtà. Migliaia di tifosi della Lazio sono arrivati in massa nella città picena, trasformando le vie del centro e le zone limitrofe allo stadio in una festa per ambo le tifoserie.
Fin dalle prime ore del mattino, le due tifoserie si sono date appuntamento ben prima del fischio d'inizio. Da lì, un unico grande corteo compatto si è diretto verso lo stadio "del Duca", tra centinaia di sciarpe, bandiere al vento e cori incessanti che rimbombavano per le strade, suggellando un gemellaggio storico tra i più solidi e rispettati del panorama calcistico italiano.
Lo spettacolo è poi proseguito sugli spalti, trasformandosi in un vero e proprio rituale di appartenenza. Prima del fischio d'inizio, le bandiere di entrambe le tifoserie organizzate, come "ai vecchi tempi" hanno sfilato insieme in un emozionante giro di campo, applaudite da tutto lo stadio. Un momento di pura comunione culminato quando l'intero impianto ha unito la propria voce in un coro fragoroso e commovente, intonando a gran voce il coro "Fino alla fine Ascoli e Lazio", un grido che ha fatto vibrare ogni settore e testimoniato la forza di un legame che resiste al tempo e al ricambio generazionale.
È in questo clima di forte unione e identità condivisa che si inserisce il momento clou della contestazione e della solidarietà ultras. Dalla Curva Sud è apparso un imponente doppio striscione dedicato ai fratelli laziali:
"La maglia appartiene al suo popolo... avanti laziali, fino alla libertà!"
Un messaggio forte e diretto che punta il dito dritto contro la presidenza di Claudio Lotito e le sue politiche di gestione del club. Da un lato viene ribadita con forza la difesa viscerale dei simboli e dei colori storici della Lazio, messi in discussione da gestioni societarie e scelte commerciali vissute dalla tifoseria come distanti dalla tradizione biancoceleste. Gli ascolani hanno così scelto di stringersi attorno ai laziali nella loro lotta quotidiana contro la proprietà, ribadendo che chi vive lo stadio con passione e militanza non è mai solo, suggellando una giornata memorabile in cui la fratellanza è stata la vera vincitrice.
CREDITI FOTO: Brigata Lazio , La voce della Nord


